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Arabia Saudita
Viaggio nella Culla dell’Umanità
Possibile Itinerario
1° giorno – Italia / Jeddah con voli di linea. Arrivo e pernottamento
2° giorno – Visita della cità di Jeddah
Jeddah è una città ricca di sorprese, in grado di stupire anche il viaggiatore più esperto. Infatti, poche altre città del Medio Oriente offrono una varietà di attrazioni così vasta. Situata nel cuore del Mar Rosso, Jeddah ha tutte le carte in regola per essere la più bella città dell’Arabia Saudita. Dalle splendide spiagge cittadine ai quartieri storici fino ai più moderni, Jeddah è un perfetto mix di tradizione e modernità.
Durante la visita non si può prescindere dallo splendido quartiere di Al Balad. Si tratta del cuore storico della città e rappresenta la vera essenza di Jeddah. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è composto da strette stradine contornate da case secolari di corallo dall’architettura tradizionale con i caratteristici balconi in legno con grate, le mashrabiyyah, che garantivano un’ottima areazione delle abitazioni e permetteva alle donne di vedere cosa succedeva in città senza essere mai notate dall’esterno. . Questo era il quartiere degli antichi mercanti e passeggiare per le sue vie è come fare un viaggio nella storia. Numerose di queste abitazioni oggi si sono trasformate in museo.
Il lungomare della città, noto come Jeddah Corniche, è indubbiamente il luogo preferito dagli abitanti della città che qui si recano per camminare, fare jogging o semplicemente godersi il piacevole clima del Mar Rosso. Infatti, gli oltre 30 chilometri di lungomare sono costellati di spiagge, ristoranti, caffè e splendidi resort. Inoltre vi si ergono maestosi i monumenti di Joan Mirò e Henry Moore, arrivati in città negli anni ’70.
3° giorno – Jeddah / Medina in treno
È la seconda più sacra città dell’Islam e si ritiene che sia stata fondata nel 622 d.C. poiché è qui che il Profeta Maometto si trasferì dopo l’esilio dalla Mecca. Medina è una città che ospita i tre santuari musulmani più importanti: la mosquee del Profeta, la moschea Quba e la moschea al-Masjid an-Nabawi. È anche un importante centro religioso, storico e commerciale, noto per la sua cultura ed economia vivaci. La città ha un patrimonio architettonico e culturale ricco, compresi molti siti storici, come la via del Profeta.
4° giorno – Medina / Regione di Al-’Ula (visita della città vecchia)
Dall’ottobre del 2020 l’Arabia Saudita ha riaperto al turismo internazionale la regione di Al-’Ula, tesoro archeologico che ospita diversi siti dichiarati Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Una zona crocevia di popoli fin dalla Preistoria, che ha visto susseguirsi diverse civiltà, ognuna delle quali ha lasciato una traccia del proprio passaggio. Una regione grande all’incirca come la Lombardia, situata a nord di Medina; un viaggio nel tempo fino all’età del Bronzo, un salto nel vuoto del deserto, un volo in mongolfiera. Un’oasi di pace dove trovare ristoro e riposo, Al-’Ula ha rappresentato per secoli un crocevia vitale lungo le rotte di scambio di incenso, mirra e altre materie prime che provenivano dall’Arabia meridionale, dirette a nord verso l’Egitto e oltre. Hegra, primo sito dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, offre a uno spettatore incredulo centinaia di monumenti funebri realizzati intagliando enormi blocchi di arenaria. Al-Khuraybah, l’antica Dadan, è una città costruita nella pietra e considerata una delle più sviluppate del I millennio a.C. nella penisola arabica; doveva la sua prosperità al ruolo di crocevia del commercio di incenso a lunga distanza. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce colossali sculture di figure umane, che probabilmente si trovavano all’interno di un tempio, simbolo di antichi fasti in grado di farci sentire ancora oggi infinitamente piccoli.
5° giorno – Al-’Ula. Visite di Hegra, Dadan, Jabal Ikmah, Elephant Rock
I siti di Al-’Ula rappresentano una sorte di Babele a cielo aperto, in cui si sono incontrate le lingue più disparate – aramaico, minaico, nabateo, arabo e latino – che hanno lasciato centinaia di iscrizioni ed epigrafi destinate a durare nei secoli. Ma non è tutto qui: la natura – unita all’ingegnosità dell’essere umano – può regalarci spettacoli impensabili. Tramonti mozzafiato osservati da una mongolfiera, un’escursione a cavallo tra le dune del deserto o un concerto immersi nel silenzio di sabbia e roccia. Proprio in questo spazio incontaminato è sorta infatti la Maraya Concert Hall, un gigantesco cubo fatto di specchi che si integra perfettamente nel paesaggio circostante, riflettendolo in un gioco infinito di prospettive da togliere il fiato. Dopo aver ospitato artisti del calibro di Andre Bocelli la Maraya Concert Hall è entrata nel Guinness World Records™ per essere l’edificio a specchi più grande del mondo. La parola “Maraya” in arabo significa proprio specchio e l’edificio, non a caso, ha ricevuto l’appellativo di “meraviglia riflessa”.
6° giorno – Al-’Ula / Jubbah / Hail
Con dune alte e di colore rossastro, il Nefud è il secondo deserto sabbioso più grande della penisola Arabica, dopo il Rub’al Khali. Il sottosuolo della regione è costituito da arenarie, dal disfacimento delle quali si è formato un manto sabbioso dal colore acceso e intenso, che conferisce panorami quasi marziani. Vento, sole e una ciclica siccità hanno plasmato un territorio che si stimava essere una prateria tra i sei e i diecimila anni fa e che probabilmente è stato attraversato dalle migrazioni dell’homo sapiens dall’Africa al continente europeo. Ed eccoci all’oasi di Jubbah. Situata sul letto di un lago paleolitico, gode di un terreno ancora fertile e dove fioriscono numerose coltivazioni. Qui si visita il sito rupestre di Jebel Umm Sanman, Patrimonio Unesco, per ammirare le antiche tracce della presenza dell’uomo in numerosi petroglifi.
7° giorno – Hail (visita della città) / Riyadh in treno
La città di Hail è su una delle principali rotte di pellegrinaggio dall’est e questo, nel corso dei secoli, le ha consentito una crescita economica e politica che l’ha portata addirittura a rivaleggiare con Riyadh per prestigio e influenza. Nel 1890 la città era la capitale indiscussa di tutta l’Arabia del deserto. Le faide familiari della dinastia Ibn Rashid locale e le sue guerre costanti con i vicini portarono al crollo della città nel 1921 sotto l’attacco di Ibn Sa’ud, fondatore del Regno dell’Arabia Saudita. Ora Hail ha perso quell’importanza ma resta un vivace mercato e un’oasi regionale che produce datteri, frutta e grano. Meritano una visita la Cittadella, il Forte Aarif e il Souk.
8° giorno – Visita di Riyadh e dell’antica città di Diriyah
L’arrivo a Riyadh stupisce. Arabia Saudita è sinonimo di deserto e invece la capitale è un’oasi verde: in arabo infatti significa “giardini”. Riyadh è considerata la culla della cultura islamica, è la sede del potere, custode della tradizione ma anche avanguardia del futuro e protagonista di una crescita impetuosa: dai 150 mila abitanti del 1960 è passata agli oltre 7 milioni di oggi e vanta la più grande università femminile del mondo, la “Princess Nora Bint Abdulrahman University”. Vecchie stradine e moderni grattacieli, botteghe artigiane e sfavillanti centri commerciali con tutti i brand internazionali del lusso: Riyadh è un mix di mondi che possono sembrare in contrasto ma che qui riescono a fondersi con armonia.
9° giorno – Jeddah / Italia con voli di linea
La vecchia città di Diriyah si trova a circa 20 km dal centro di Riyadh. È uno dei siti archeologici più importanti, da cui deriva la dinastia saudita; servì anche da capitale dell’Emirato di Diriyah sotto la prima dinastia saudita dal 1744 al 1818. Tutti gli edifici, circondati da mura e torri di avvistamento, sono costruiti in mattoni a crudo e fortunatamente i recenti restauri ne hanno conservato, per visibili tratti, l’originalità. Il sito è un autentico museo a cielo aperto e senz’altro una piccola sorpresa, in una città moderna come Riyadh e che potrebbe sembrare nata dal nulla in mezzo al deserto.